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Oggi, giorno 27 Gennaio è
“Il Giorno della Memoria”, in questo giorno, istituito nel 2000 dal nostro
parlamento, ricordiamo le sofferenze che hanno dovuto subire gli ebrei
durante la dittatura nazista e fascista e la seconda guerra mondiale. Negli
anni 40,infatti, furono emanate le leggi razziali che affermavano
l’esistenza di razze superiori ad altre; quella ebrea in particolare era
considerata inferiore a tutte e non dovevano fare parte della società. Agli
ebrei furono tolte tutte le cose che possedevano: furono cacciati dal loro
lavoro e anche i loro figli dalle scuole pubbliche. Poco dopo furono
deportati nei “campi di concentramento”, dove venivano spogliati di tutto e
gli mettevano addosso solo una veste con un tessuto leggero , i loro nomi e
cognomi non esistevano più perché i tedeschi li marcavano a fuoco con un
numero e da lì gli furono negate le loro identità. Molti di loro furono
separati dai loro parenti, non sapevano che cosa fosse successo ai loro cari
e cosa gli stesse capitando e del perché i tedeschi erano così crudeli. I
tedeschi non avevano pietà per nessuno di loro, infatti, se qualcuno gli
faceva antipatia lo massacravano di botte oppure lo uccidevano senza averne
compassione. Gli ebrei deportati nei “campi di sterminio”, perché Hitler
aveva deciso di sterminare tutta la loro razza, dopo averli sfruttati con
lavori disumani e sperimentazioni mediche venivano portati nelle camere a
gas e i loro corpi bruciati nei crematoi. Alcuni ebrei che sono riusciti a
salvarsi o scappare da questi “campi” e hanno voluto raccontare le loro
storie testimoniando quello che gli era successo. Tra le testimonianze
ricordiamo il “Diario di Anna Frank” che suo padre riuscì a trovare e fu
pubblicato in tutto il mondo in diverse lingue; e il romanzo di Primo Levi,
“Se questo è un uomo”, dove è racconta tutta la sofferenza che hanno subito
gli ebrei nei campi di sterminio. Questo è stato uno dei più grandi errori
dell’uomo, cioè di pensare che ci siano razze superiori ad altre; non può
esistere una cosa del genere perché come ci insegna il Vangelo, siamo tutti
figli di Dio e siamo tutti uguali, non importa di che colore, religione o
sesso siamo; perché siamo tutti fratelli e tutti noi dobbiamo rispettare il
nostro prossimo e volerci bene. Se questo messaggio fosse ascoltato nei
cuori di tutti, il mondo sarebbe pieno di gioia e felicità e capiremo di
com’è bello avere un mondo di pace, uguaglianza e fratellanza. Peccato però,
che ancora questo messaggio di pace non è ascoltato da molte persone, ma se
provassimo a ragionare almeno un po’, di quanto è stata brutta la sofferenza
del popolo ebreo, forse riusciremmo a capire, che c’è gente più sfortunata
di noi. La poesia di Primo Levi mi ha commosso tantissimo, perché come dice
lui, dobbiamo ricordarci, anzi stamparcelo nel cuore, che noi non sappiamo e
non abbiamo provato quello che hanno dovuto subire gli ebrei e quindi non
dovremmo lamentarci su cose inutili, perché noi almeno abbiamo una casa e
una famiglia che ci accoglie a braccia aperte e invece loro non avevano
l’idea di quanto era successo ai loro parenti e anche le loro identità
venivano negate. E quindi, rendiamoci conto della nostra fortuna che per
alcuni può essere piccola ma per noi stessi e altra gente che non ne ha, è
immensa. Un giorno spero che tutto il mondo rifletta sull’importanza di
questo giorno e capisca che un fatto così non dovrà succedere più e che se
incominciamo da ora ad avere un senso di uguaglianza arriveremo ad un mondo
migliore.
Libanan Alessandra
III L
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