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Studiando la musica QI oltre la media
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Postato da macherioneil Giovedì, 29 ottobre 2009 ore 20:25:15 CET |
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Come i muscoli anche il cervello umano può esser allenato e potenziato. Lo ha dimostrato lo studio condotto da un’equipe di scienziati dell’Università di Zurigo. Sebbene il normale studio di matematica, lettere o altre materie tradizionali rappresenti un buon modo per tenere in forma il nostro cervello, esiste una specialità che non solo lo tiene in forma ma addirittura lo potenzia. Chi suona uno strumento musicale, sia questo il pianoforte, la chitarra o il flauto, gode nella gran parte dei casi di un quoziente intellettivo (QI) più elevato della norma: in media 7 punti in più.
Cervello più grande ed efficiente - I ricercatori, che hanno analizzato lo sviluppo del cervello in soggetti giovani e adulti, hanno notato che la massa cerebrale di chi suona uno strumento subisce un cambiamento positivo dal punto di vista strutturale e cognitivo. Il cervello, in sintesi, diventa più grande, più ricettivo e di fatto più efficiente, capacità quest’ultima che si ripercuote su una maggiore capacità di accumulare informazioni e di memorizzare fatti ed eventi.
Emozioni sotto controllo - Secondo gli scienziati studiare musica permette inoltre alle persone di controllare meglio le emozioni. “Imparare uno strumento porta a un incremento del QI intellettivo di bambini e adulti - ha commentato Lutz Jancke, psicologo dell’Università di Zurigo - e negli over 65 porta anche altri benefici”. Lo studio della musica, è sufficiente un’ora alla settimana per un periodo di 4 o 5 mesi, modifica l’architettura del cervello, coinvolgendo anche aree legate al coordinamento degli arti.
La musica aiuta i bimbi a concentrarsi - I bimbi che si cimentano con passione nello studio di uno strumento risultano esser inoltre “più disciplinati ed in grado di organizzarsi, oltre che concentrarsi meglio degli altri”. In pratica i piccoli che suonano un qualsiasi strumento, con il passare del tempo diventano più brillanti e svegli dei coetanei attratti da altri hobby. Lo studio di Jancke e colleghi ha messo poi in evidenza un altro vantaggio.
Studiare uno strumento predispone all'apprendimento delle lingue - I bambini che si avvicinano senza forzature alla musica sono mentalmente predisposti all’apprendimento delle lingue straniere. “Tutto parte dal presupposto che studiando accordi e modulazioni - spiega lo scienziato - rende più semplice per i piccoli tenere a mente frasi e parole e, di conseguenza anche le lingue straniere”.
Lo studio condotto da Jancke non è comunque l’unico a sostenere che la musica porti dei benefici di questo tipo. Risultati analoghi sono stati ottenuti proprio di recente anche da Glenn Schnellenberg, psicologo dell’Università di Toronto. In questo caso lo scienziato ha sottoposto a una serie di test 144 bambini di 6 anni, suddividendoli in quattro gruppi. Alla fine si è visto che il QI migliorava soprattutto nel gruppo di bambini che aveva studiato musica.
La ricerca prosegue - Le due distinte equipe di ricercatori hanno ora annunciato di voler proseguire gli studi in modo da comprendere come lo studio di uno strumento musicale possa influire nelle terapie per la riabilitazione neurologica o nella lotta all’Alzheimer.
R.Z - 29 ottobre 2009
Da: http://notizie.tiscali.it/articoli/scienza/09/10/cervello-palestra-studiando-musica-qi-oltre-media-12345.html
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