E’ questa la dicitura dell’Accordo stipulato tra Ministero dell’Istruzione e Regione siciliana, che e' stato firmato a Roma il 6
agosto dal ministro Gelmini e dall’assessore Leanza e che nei prossimi giorni
sara' messo in atto nelle nove province siciliane.
L’accordo, che ha la finalita' di innalzare la qualita' della scuola in Sicilia, di
rafforzare il sistema istruzione e formazione, di migliorare gli insegnamenti di
italiano e matematica prevede che si attivino delle reti territoriali di scuole e
con la presenza di un team operativo di due docenti di sostegno, uno di italiano,
uno di matematica ed un assistente amministrativo al fine di conseguire servizi
integrati alla formazione per li alunni disabili e a rischio di marginalita'
sociale.
Utilizzando i fondi europei PON e FSR le scuole in rete potranno offrire quei
servizi integrativi che la diminuzione delle cattedre ha limitato.
Dei 3270 docenti e 1640 personali Ata, definiti “precari” perche' l ’anno scolastico
precedente hanno prestato servizio allo Stato ed ora sono rimasti senza incarico,
ben 1710 accedere in ordine di graduatoria provinciale potranno aderire a tale
progetto sperimentale che ha una durata biennale.
Per mettere in atto una cosi' complessa organizzazione che non assegna ne' posti,
ne' stipendi fissi l’Assessorato ha pianificato un capillare intervento sul
territorio valorizzando i Centri Territoriali di Risorse per l’Handicap (CTRH) e gli
Osservatori provinciali per la dispersione. Nella provincia di Catania sono attivi 9
CTRH: Catania, San Gregorio, Acireale, Giarre, Paterno', Adrano, Bronte, Palagonia,
Caltagirone, corrispondenti ai distretti sanitari del territorio. Ciascuno di questi
centri in relazione al numero degli studenti potra' attivare due o piu' reti
territoriali di scuola e progettare dei servizi integrativi di supporto e di
sostegno all’apprendimento didattico, all’integrazione dei disabili, ad un recupero
della dispersione,
I CTRH attivati in Sicilia sono 59, ma potrebbero arrivare a 62 quanti sono i
distretti sanitari.
Questi Centri di risorse hanno il compito di favorire lo sviluppo di sinergie tra le
scuole, gli enti pubblici ed il privato sociale; svolgere attivita' di formazione
per il personale della scuola, le famiglie, gli enti e le associazioni; elaborare
una mappa delle risorse de territorio; stipulare accordi e protocolli di intesa,
svolgere attivita' di consulenza alle scuole; favorire la diffusione di attrezzature
e sussidi; promuovere l’organizzazione di seminari convegni, ricerche e studi;
costruire una biblioteca di documentazione, e banca dati sull’handicap, cooperando
con le associazioni di settore.
In questi anni, i CTRH hanno operato nel silenzio e con tante difficolta' nel
costruire un dialogo con i distretti sanitari, ASL e servizi sociali,ed essendo
privi di personale assegnato i coordinatori hanno contato soltanto sul volontariato
e sulla disponibilita' di alcuni docenti di sostegno.
La proposta dell’Assessorato e l’Accordo con il MIUR valorizza oggi la funzione del
CTRH nel territorio e contribuisce positivamente nel dare sollecita risposta ad
alcune emergenze della scuola siciliana.
I dati regionali rilevano che nelle scuole siciliane ci sono 20.984 disabili, 14.521
immigrati ed extracomunitari, e poi ancora 4.040 evasori dell’obbligo scolastico,
4312 alunni che hanno abbandonato la scuola e 3.302 giovani i quali, anche se
prosciolti dall’obbligo scolastico, non hanno conseguito un titolo di studio.
L’accordo Regione-MIUR ha come primaria finalita' quella di innalzare la qualita'
della scuola in Sicilia, di rafforzare il sistema istruzione e formazione,migliorare
gli insegnamenti di italiano e matematica e prevede, infatti, che si attivino delle
reti territoriale di scuole e con la presenza di un team operativo di due docenti di
sostegno, uno di italiano, uno di matematica ed un assistente amministrativo, cosi'
da poter conseguire dei servizi integrati alla formazione degli alunni disabili e a
rischio di marginalita' sociale.
Con questo intervento l’Assessorato risponde inoltre all’emergenza precari e
assicura per due anni a 1710 tra docenti e assistenti amministrativi coinvolti in
questa progettualita' secondo il modello organizzativo dei programmi europei di
sviluppo.
La Direzione regionale dell’Istruzione, come ha dichiarato il dott. Guido Di Stefano
riconosce al personale precario coinvolto in questa attivita' il punteggio per il
servizio prestato.
La retribuzione per l’attivita' svolta non puo' essere considerata stipendio, bensi'
compenso per prestazione d’opera e raggiungera' quasi lo stesso importo dello
stipendio mensile del personale di ruolo.
Nell’Accordo e' previsto che sara' rispettata la graduatoria provinciale che indica
i punteggi dei titoli e dei servizi prestati e il personale precario ha la facolta'
di accettare la proposta di far parte del gruppo di rete territoriale o attendere
gli incarichi delle supplenze, ma, una volta operata la scelta, l’impegno
contrattuale di lavoro prevede di portare a compimento l’attivita' per il biennio.
L’assessorato regionale, che per il biennio 2009-2011 ha destinato la somma di 40
milioni di euro, ai quali si aggiungono i 10 milioni di euro da parte del Ministero,
ha attivato un comitato un comitato paritetico tra MIUR e Regione per il
coordinamento e la programmazione della suddetta iniziativa. Per migliorare la
qualita' degli apprendimenti sono inoltre previste delle attivita' di formazione per
i docenti ed anche per i genitori.
Il presente Accordo segna l’inizio di una nuova avventura, che e' anche una
scommessa, vero salto di qualita' della scuola siciliana, che oggi si apre a nuove
prospettive di sviluppo e di ampliamento, e la constatazione che il testo
dell’Accordo, ritenuto originale ed “eccellente” sia stato adottato anche da altre
regioni d’Italia conferma la linea di buona amministrazione che l’Assessorato ha
intrapreso. E’ la prima volta che un progetto regionale esce dalle spire contorte
dei corridoi della politica e delle raccomandazioni e si presenta limpido e
trasparente, carico di una forte idealita'.
Il disagio storico del precariato trovera' cosi' una risposta intelligente che va
oltre i ristretti ambiti degli ammortizzatori sociali o dell’assegno di
disoccupazione e per una sicura riuscita occorre certamente una forte motivazione
tra i docenti per garantire il positivo esito della “sperimentazione”.
I docenti del team operativo territoriale svolgera' a scuola per contratto un
compito di educatore-formatore, ma non avra' un programma ministeriale da svolgere,
bensi' dovra' operare secondo lo stile del “libero professionista”, portare di idee
progettuali e quindi mettendo in atto una dinamica metodologica ed organizzativa
dell’apprendimento conseguira' prima e con maggiore efficacia gli attesi traguardi
di recupero, sostegno, integrazione, potenziamento e risposta educativa alle
categorie “a rischio di marginalita' sociale”.
La presenza nella scuola siciliana di nuove forze che hanno sperimentato il disagio
del precariato ed hanno lottato per rivendicare il diritto al lavoro e l’adozione di
un modello di scuola piu' agevole e funzionale per una didattica di apprendimenti
spendibili e nell’ottica dello sviluppo delle competenze, amplia l’orizzonte della
scuola siciliana che, ancora una volta, guarda al futuro e consolida la sua
autonomia.
Martedi' 22 settembre alle ore 16,00 presso l’Istituto Parini di Catania, si
riuniranno i presidi coordinatori dei nove CTRH della provincia ed insieme al dott.
Zanoli, dirigente dell’USP di Catania e alla preside Agata Di Luca, componente del
Gruppo regionale dei CTRH si discuteranno le fasi operative dell’intervento da
realizzare nella provincia etnea. Giuseppe Aderno'
|